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domenica 22 gennaio 2017

JAF, David, Nordkapp e Agnellotreffen


Quest'anno l'Agnellotreffen, oltre ad aver riunito mille diversi tipi di motociclisti, tutti accomunati dal senso dell'amicizia e della condivisione, è anche stato il punto di arrivo di un'avventura che ha senza dubbio emozionato tanti come me: il viaggio che JAF (José Antonio Fernández) ha intrapreso con lo scopo di raccogliere fondi da destinare all'Instituto de Salud Tropical de la Universidad de Navarra per la ricerca sulle malattie dei paesi in via di sviluppo:

L'obiettivo dell'Istituto consiste nel trovare soluzioni per la diagnosi, il trattamento, la prevenzione e il controllo delle malattie diffuse tra le popolazioni dei paesi in via di sviluppo e di favorire la formazione su di esse. Questo impegno è rivolto a migliorare la qualità della vita delle persone che vivono in questi paesi, evitando che in futuro si possa parlare di malattie dimenticate o non affrontate, anche considerando che viviamo in un mondo globale, dove la salute di pochi coincide con la salute di tutti.

Ne avevo parlato qui.
Il tragitto: Pamplona - Capo Nord - Pontechianale (Agnellotreffen).

Le eccezionalità di questo viaggio si trovano nel periodo in cui è stato effettuato e nel mezzo scelto: in Vespadal 3 al 21 gennaio, in pieno, pienissimo inverno.

Il viaggio di JAF non prevedeva uno staff tecnico al seguito ma solo quello che si è rivelato un indomito e fedele scudiero, che ha reso possibile il viaggio di JAF diventandone così non una comparsa ma un protagonista: David Campos Castro con la sua Triumph Tiger.

JAF e David durante un momento di relax a Inari, in Finlandia
Le avversità non sono mancate e ogni sera eravamo in tanti ad attendere trepidanti le novità del giorno, che a volte portavano tranquillità e fiducia, altre volte un po' di preoccupazione.

I mezzi erano stati preparati in modo da poter affrontare le temperature che, a quelle latitudini in pieno inverno, scendono anche di diverse decine di gradi sotto lo zero, JAF e David avevano con sé tutto quanto poteva tornare loro utile, da sistemi di riscaldamento dell'olio motore a impianti di illuminazione aggiuntivi (in questo periodo a Capo Nord si può contare su poche ore di crepuscolo al giorno), da sistemi di navigazione e tracciamento a set di gomme chiodate.

Qualche caduta, diverse forature, la completa distruzione dell'impianto frenante posteriore della Vespa, la chiusura dell'ultimo tratto di strada prima di arrivare a Capo Nord a causa del forte vento, non hanno fermato JAF e David, i quali, puntuali rispetto alla tabella di marcia, sono giunti alle 14:30 di sabato 21 gennaio 2017 all'Agnellotreffen, di cui JAF era stato anche nominato Ambasciatore nel Mondo.

Dopo averli seguiti durante il loro viaggio, ho avuto l'onore di stringere loro la mano e di scambiarci due parole e ciò che mi è rimasto sono l'emozione e l'orgoglio di aver conosciuto due persone speciali, sia per la capacità di stupirsi per l'affetto con cui sono stati ricevuti a Pontechianale, sia per la semplicità e l'umiltà con cui hanno affrontato qualcosa di grande, dal punto di vista tecnico e umano.


Credo che al gesto di JAF e David non possiamo non dare seguito, quindi invito tutti ad andare sulla pagina che l'Istituto ha creato per questa raccolta fondi e a donare qualcosa, quello che potete, per aiutarli a raggiungere concretamente il loro scopo.






Grazie JAF, grazie David.





lunedì 17 ottobre 2016

La Sistina delle Alpi

Le giornate si fanno più brevi e, soprattutto, più fredde; i colli alpini stanno chiudendo, uno dopo l'altro; nei parchi naturali più belli, dal Verdon al Krka, le strutture turistiche chiudono, così diventa difficile trovare un baretto, un ristorantino...

Dalle nostre parti è il momento di ritirare la moto per l'inverno ma è difficile, perché è come andare in letargo senza essere animali che vanno in letargo, per alcuni è come decidere di trattenere il fiato fino a primavera. No. Non si può. Dobbiamo lasciare aperto uno spiraglio, qualche occasione di prendere la moto per farsi un giretto, anche solo di mezza giornata.

Con questo post voglio illustrarvi un'idea che ha permesso a me di passare un bel sabato pomeriggio con la moto e con Roz, mia moglie, andando a visitare un bellissimo luogo d'arte che si trova dalle nostre parti: il Santuario di Notre Dame des Fontaines a La Brigue, in val Roja.

Il santuario è conosciuto anche come Madòna dër Funtan, in dialetto brigasco, o, addirittura, come Piccola Cappella Sistina delle Alpi e, purtroppo (o per fortuna?) non è molto pubblicizzato, così resta ignoto ai più.

La Brigue è il nome francese dell'originale Briga, proprio quella a cui si riferiva Totò, quando disse:
Io non attacco mai briga, io non ho mai attaccato, né Briga né Tenda!
La leggenda ci racconta di una siccità causata da un terremoto, in pieno medio evo, in seguito alla quale, gli abitanti di La Brigue decisero di erigere il santuario e di dedicarlo alla Madonna perché procurasse loro l'acqua per irrigare i campi e, per miracolo, ben sette sorgenti sgorgarono intorno al santuario. Di fatto il santuario è stato costruito dove, con ogni probabilità, era già presente una cappella votiva.

Il 12 ottobre 1492, proprio il giorno della scoperta dell'America, almeno a stare ad un'iscrizione presente tra gli affreschi, il santuario fu inaugurato, con tutte le pareti dipinte da Giovanni Canavesio e Giovanni Baleison. E queste pitture sono proprio l'oggetto della visita che vi consiglio.
Qualche immagine la trovate a corredo di questo post ma... nessuna immagine può rendere degnamente l'idea di quanto c'è in quel piccolo santuario.


La crocefissione

L'arco di trionfo

La strada per arrivarci è molto semplice ed è aperta tutto l'anno (magari non immediatamente dopo le nevicate).
Bisogna raggiungere St. Dalmas de Tende, in val Roja, e da lì seguire le indicazioni per La Brigue, attraversando il ponte sulla Roja che si trova a destra, per chi giunge da Ventimiglia, o a sinistra per chi giunge da Cuneo.
Le indicazioni ci dicono La Brigue 2 e Sanctuaire ND des Fontaines 6, infatti il santuario si trova 4 km dopo La Brigue, immerso nei boschi.

Il ponte sulla Roja con le indicazioni per La Brigue e per il santuario
Per poco che si capisca il francese, è molto utile affidarsi alla guida, presente durante gli orari di apertura, per capire meglio la magnificenza a cui si sta assistendo, comprese le storie di nobili locali, rappresentati negli affreschi e delle motivazioni per cui sono rappresentati, ma non voglio anticiparvi nulla, solo che vedrete storie dal vecchio testamento, rappresentazione degli evangelisti, della via crucis, della vita di Cristo, per concludere con il giudizio universale. A mio avviso una delle più belle raccolte di rappresentazioni medievali.


Il diavolo prende
l'anima a Giuda

Un particolare dell'Apocalisse
la discesa agli inferi.
Vi consiglio di portarvi una torcia, perché l'illuminazione è scarsa e una torcia può aiutarvi a cogliere molti particolari. È permesso fotografare ma senza flash. Cliccando sull'immagine qui sotto (forse un po' troppo... colorata!) potete vedere una foto sferica di Google, con la quale farvi solo un'idea della bellezza degli interni.


Allora, che aspettate ad organizzare? Poi potrete mangiare un boccone al Auberge Saint Martin oppure potrete cogliere l'occasione per fare un salto alla vicina Saorge, borgo abbarbicato alle rocce a strapiombo sulle gole della Roja. In questo caso consiglio l'Osteria Lou Pountin.

Attenzione agli orari:

ORARIO ESTIVO
Dal 2 Maggio al 1 Novembre
10:00-12:30 e 14:00-17:30
(il Martedì e il Giovedì pomeriggio sono dedicati alle funzioni religiose fino alle 17)

ORARIO INVERNALE
Dal 1 Novembre al 30 Aprile
Su prenotazione (presso Bureau Municipal de Tourisme 0493790934 o info-labrigue@orange.fr)

L'ingresso è a pagamento ma il prezzo è irrisorio, tra i 2 e i 5 euro, a seconda che si abbia diritto alla riduzione e/o che si desideri la guida.

lunedì 25 aprile 2016

Piano piano... riaprono i colli francesi

È primavera, i prati sono in fiore, si svegliano le marmotte e... riaprono i colli.

In Italia pare non si riesca proprio ad organizzare un DB on line della situazione dei colli e dei passi mentre, in Francia, è disponibile il sito Sport Passion, che alla pagina http://www.sport-passion.fr/parcours/etat-cols.php elenca lo stato di tutti i colli e i passi francesi, dove è anche possibile essere avvisati gratuitamente, via mail, circa l'apertura o la chiusura di 3 colli a scelta.









Vediamo quali sono le previsioni circa le prossime aperture dei colli più belli tra quelli più vicino a noi:

Col du Galibier
Apertura prevista per il 20 maggio fino al tunnel.
La parte di strada dalla galleria alla cima, un km. circa di strada che porta una novantina di metri più in alto, da dove godere di uno spettacolo eccezionale, aprirà pochi giorni dopo, si stima il 31 maggio.

Cols de la Croix de Fer et du Glandon
Col de la Madeleine
Cormet de Roselend
Col du Petit Saint-Bernard
La riapertura di tutti questi colli è prevista per la seconda metà di maggio.

Col de l'Iseran
Riapertura prevista per la prima metà di giugno.

Col de l'Izoard e Colle dell'Agnello
Riapertura prevista intorno al 20 maggio.

Col du Granon
Riapertura prevista intorno al 10 giugno

Cols de la Cayolle, des Champs, d'Allos
Riapertura prevista intorno al 30 aprile.

Mont Ventoux
La strada di accesso a Mont Ventoux è stata riaperta, da Sault a Bédoin, il 15 aprile. Il tratto dopo Malaucène aprirà intorno al 15 maggio.

Col de Tourniol
Col de Bataille
Riapertura prevista per il primo maggio.

Pas de Peyrol
I lavori di riapertura delle vie di accesso al Pas de Peyrol sono iniziati il 13 aprile e dovrebbero essere terminati a breve, tuttavia non è ancora prevista la data di apertura.

Discorso a parte per il Colle del Moncenisio, il quale è chiuso a causa dei lavori alla diga che, si prevede, permetteranno la riapertura del passo solo alla fine di maggio.

Sono invece regolarmente aperti i seguenti passi:

Col des Aravis
Col de l'Echelle
Col de l'Encrenaz
Col de la Joux-Verte
Col du Lautaret
Colle della Maddalena
Passo del Monginevro
Col de Pierre-Carrée
Col des Saisies
Col du Télégraphe
Col de Turini
Col de Vars

Per tutti gli altri... non abbiamo previsioni.

In ogni caso, prima di partire per i colli francesi, un'occhiata a
http://www.sport-passion.fr/parcours/etat-cols.php può evitare spiacevoli sorprese.

sabato 2 aprile 2016

Chiusure galleria del Tenda

La stanno finalmente raddoppiando e, per farlo, devono poter lavorare anche nella galleria già esistente.
I tempi sono lunghi come solo in Italia sanno esserlo ma... siamo fiduciosi, vedremo la galleria del Tenda senza semafori e senza camion incastrati a metà (chi ha la mia età sa di che cosa parlo: una volta il semaforo non c'era e si passava a due sensi... vi lascio immaginare).

Il progetto. Si noti, in alto, il tracciato del colle, specie della parte francese.
Dicevamo: la galleria del colle di Tenda resterà chiusa per un po'. Per noi motociclisti la chiusura non sarebbe fonte di molti problemi, se solo non ci fosse ancora così tanta neve, infatti a molti di noi piace di più fare il colle di Tenda, piuttosto che la galleria.

Nel nostro caso, la cosa potrà incidere sul viaggio di maggio in Catalunya: se ci sarà ancora neve sul colle dovremo ritornare passando da qualche altra parte ma, se neve non ce ne sarà più, il passaggio sul colle aggiungerà un pizzico di sale al viaggio di rientro.

Il lato francese del colle
Veniamo alla notizia: abbiamo detto che il tunnel del colle di Tenda sarà chiuso per lavori. Ecco le date, appuntatevele, per non trovarvi a dover tornare indietro:

dalle ore 8:00 di
lun. 18 aprile
alle ore 18:00 di
ven. 22 aprile

dalle ore 8:00 di
mar. 26 aprile
alle ore 18:00 di
ven. 13 maggio

dalle ore 8:00 di
mar. 17 maggio
alle ore 8:00 di
gio. 26 maggio

domenica 27 marzo 2016

Giro di merda

Non mi dilungherò sul percorso: un banalissimo Colle di Nava - Colle San Bartolomeo - Colle del Melogno.
Riepilogherò, invece, quante sono le cose che possono andare male quando si esce per un giretto come questo, dal momento che la sorte, oggi, me le ha già messe tutte in fila:
  1. Fermarsi al bancomat per prelevare qualche euro per carburante, pranzo etc... etc... e leggere sul display che non è possibile prelevare perché il saldo residuo è 9 euro. Tornare a casa e farsi imprestare il bancomat dalla moglie.
  2. Vista la bella giornata decidere di fare a meno dell'imbottitura di giacca e pantaloni, senza sapere che poi il tempo cambierà e la temperatura crollerà: giro al gelo.
  3. Accorgersi dopo pochi chilometri che l'orologio/termometro fissato al cruscotto... non c'è più, saltato via dopo due anni di onorato servizio in chissà quale buca.
  4. Perdersi un'indicazione del navigatore, che così calcola un nuovo percorso. Quando ci si rende conto di essere sulla strada sbagliata decidere di seguire le nuove indicazioni del navigatore, il quale, dopo 50 chilometri, ti porta allo sbarramento di un colle... chiuso per neve. Dover tornare indietro per (altri) 50 chilometri.
  5. Incontrare i giustizieri della strada, un paio di persone su una Mustang con targa di prova che se la prendono perché al semaforo, in corrispondenza di una strettoia per lavori, come normalmente fanno le moto in queste occasioni, mi sono andato a fermare davanti, oltre il semaforo, così, alla ripartenza, partono a tutta velocità per ri-sorpassarmi... investendomi. Non sono caduto (non so ancora come!) ma la caviglia duole e la pedalina sinistra... è andata. Chiaramente affermano di aver ragione loro, perché "...se lei non fosse passato con il rosso non si sarebbe trovato lì".
    Mi dicono che mi faranno scrivere dall'avvocato, sempre che ne trovino uno che possa dimostrare la loro ragione, o, più facilmente, che gli faccia dichiarare il falso.
  6. Accorgersi di aver dimenticato a casa la tuta anti-pioggia e subito sentirsi come Igor in Frankenstein Junior:



    ...e trovare il Melogno in condizioni... invernali.
  7. Visto che per passare da Mondovì si deve allungare di pochi chilometri, decidere di prenderla con filosofia e, soprattutto, con qualche delizia della pasticceria Comino. Arrivare a Mondovì e... trovarla chiusa.
Ma vaff....

sabato 19 marzo 2016

Dal monregalese a Toirano e ritorno

Giro breve ma... intenso. Sempre in piega, ci si drizza solo per piegare dall'altra. Molto, molto divertente. La linearità è quella che solo il cavo delle cuffiette del telefono riesce ad assumere quando viene tenuto in tasca cinque minuti.

Dal bar sul colle di Casotto
Sinceramente, mi aspettavo strade sporche e un po' disastrate, invece sono stato molto felice di essermi dovuto ricredere: la val Corsaglia è uno spettacolo, infatti, anche se la strada è tipicamente di montagna, quindi stretta e con scarse protezioni, è pulitissima e molto liscia: un tappeto. Solo vicino a Pamparato c'è un po' di brecciolino vicino ai tornanti, evidente residuo dei trattamenti a sale antigelo dell'inverno che sta finendo; comunque oggi non non ha affatto rappresentato un pericolo, infatti era comunque necessario stare molto attenti al rischio neve dietro le curve, quindi a correre non ci pensava proprio nessuno.

Mappa
Duecento chilometri, con tre piccoli colli, che possono essere percorsi con tutta calma godendo di un paesaggio spesso spettacolare, specie con tanta neve tutt'intorno e un sole magnifico come quello che ho avuto la fortuna di trovare oggi.

Colle di San Bernardo
Sono stato meno fortunato, però, dal punto di vista gastronomico: ho trovato entrambi gli agriturismi che mi ero segnato, a Toirano, chiusi per pranzo: aperti solo sabato sera e domenica a pranzo (bella la vita in Liguria, vero?).
Per la cronaca, erano La Ferla e Monte Acuto. Promettono bene... se ci andate fatemi sapere. Io, alla fine, sono dovuto andare in un tipico ristorante da turisti sul bel lungo mare di Borghetto Santo Spirito per un piatto di spaghetti ai frutti di mare. Va beh... non era poi così male.

Veniamo al percorso. Il giro prevede di partire dalle parti di Cuneo e prendere per Pianfei e Villanova Mondovì. Ci si infila nell'alta valle Tanaro, attraversando Monastero di Vasco e proseguendo per Pamparato. Chi ama le paste di meliga a Pamparato può togliersi la voglia: sono il prodotto tipico. Superato Pamparato ci si infila in valle Casotto, proseguendo su una strada del tutto simile a quella percorsa fino a Pamparato, e si raggiunge, abbastanza in fretta, il primo dei tre colli: il colle (o la colla) di Casotto, a 1.362 mt slm. Nei giorni scorsi si è accumulata molta neve e il sole di oggi la esalta.
Vicino alla cima un bar ristorante molto caratteristico rappresenta un'ottima occasione per una... seconda colazione.

Scendendo per circa una decina di chilometri si raggiunge la SS28 (quella del colle di Nava) che si deve percorrere per circa 300 metri verso il mare, per poi svoltare a sinistra verso il secondo colle del nostro giro: colle San Bernardo, a 963 mt slm, nel bel mezzo di un parco eolico, magari non bellissimo da vedere ma, comunque, interessante e... ecologico.

Castelvecchio di Rocca Barbena
Ormai pochissimi chilometri ci separano dalla Liguria e, appena entrati, incontriamo la frazione di Gazzo, dove, inevitabilmente, qualcuno ha corretto il cartello all'ingresso del paese. Pochi chilometri e un altro paese che vale la pena di fermarsi ad ammirare almeno dalla strada, se proprio non si ha il tempo di fare una visita nel borgo medievale: Castelvecchio di Rocca Barbena. Il vecchio castello, per quanto diroccato, si erge ancora maestoso su un borgo veramente caratteristico e molto ben restaurato.

Tratto ligure verso Toirano
Gli ultimi chilometri, se possibile, sono ancora più tortuosi e divertenti, con la strada che passa tra strettoie scavate nella roccia e tornanti panoramici sul fondovalle. Qui ho incontrato due (male) Ducati che hanno stretto un po' troppo la loro curva a sinistra, obbligandomi quasi a fermarmi. Pazienza... succede.

Dopo aver attraversato Balestrino, con un altro notevole castello, finalmente raggiungiamo Toirano.

Foto per Passknacker
del Giogo di Toirano
Del pranzo ho già parlato sopra, quindi vediamo la strada del ritorno: proseguendo per Calizzano si attraversa il Giogo di Toirano, il terzo e ultimo dei colli di questo giro, 907 mt slm e, di nuovo, tanta neve, che ormai si sta sciogliendo velocemente, allagando la strada.

Da Calizzano, seguendo la strada che si percorre di solito tornando dal colle del Melogno, arriviamo fino a Bagnasco, dove al semaforo prendiamo a destra, ancora 300 metri di SS28 del colle di Nava, questa volta verso Torino, e poi subito a sinistra verso Battifollo e Mombasiglio, da dove scenderemo a San Michele Mondovì, per poi... tornare a casa, con qualche chilometro di rettilinei ai quali non eravamo ormai più abituati.

sabato 5 marzo 2016

Oggi niente Eccellenza

Era prevedibile ma tutti ci abbiamo sperato fino all'ultimo: niente da fare, il Motoraduno d'Eccellenza, a Fossano, oggi ha rinunciato. Annullato per neve. Ma solo per oggi.

Ci vediamo domani, a Fossano, al Motoraduno (concentrato) d'Eccellenza.


sabato 16 gennaio 2016

Agnellotreffen 2016, ritorno a casa.

Il lago di Pontechianale ghiacciato
Sole e freddo hanno segnato una giornata stupenda a quota 1600 e rotti, con un paio di migliaia di moto, vespe, scooter, motorini, tricicli, sidecar... e ancor più persone salite fino a li per divertirsi e essere parte del divertimento.

La salita, almeno per me, è stata un po’ critica: dietro ogni curva poteva celarsi un bel tappetino di ghiaccio e la moto era nervosa. Anche quando sembrava asciutto sculettava un pochettino.

Giunti a Pontechianale (lo ammetto, alle 11:00), io e Max abbiamo respirato, fin da subito... non aria di casa ma di quei posti dove si va con gli amici, per divertirsi.
Brioches e te caldo hanno aiutato a rompere il ghiaccio (e in questo caso non è un modo di dire).

Gente da tutta Italia e da mezza Europa, moto di tutti i tipi (dal cinquantino alla superbike, dall’inizio del XX secolo ai modelli più recenti) ma, soprattutto, un ambiente dove passare qualche piacevolissima ora a chiacchierare, mangiare e bere con nuovi amici mai visti prima e che, forse, non rivedrò più.

Ma non voglio scrivere e tediarvi per ore, preferisco dare la parola a qualche foto ma, mi raccomando, non perdetevi l’Agnellotreffen 2017!


L'accampamento in riva al lago
Mezzi d'epoca
Accampamento
Accampamento
Sidecar a sei piazze
Non pochi, i sidecar
Il piazzale e, sullo sfondo, il tendone
Porchetta
Mezzi da neve
Riferimenti all'Elefantentreffen
Va beh... io.
Accampamento
Accampamento
Io, sulla strada di casa e...
...Max, autore di quasi tutte le foto.