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giovedì 22 dicembre 2016

Giù il casco!

Mi tolgo il casco di fronte a questo signore

Jaf Fernandez

che per andare qui

Agnellotreffen

è partito da qui

Pamplona

e passa da qui.

Capo Nord

In Vespa!

Clicca per accedere al percorso!
Ecco il percorso

martedì 20 dicembre 2016

Midvinter Rida

Col de l'Espigoulier
Nonostante il freddo, anzi, il gelo, sono partito. Volevo farlo prima ma un guasto alla moto mi ha tenuto fermo un paio di settimane in più, così ho fatto quello che, parafrasando la Midsommar Fest (festa di mezza estate) in Svezia, potrei chiamare Midvinter Rida, il giro di mezzo inverno, a ridosso del solstizio d'inverno, appunto.


Il bello e il brutto dei giri d'inverno

- Il bello dei giri in moto d'inverno?
- Beh... i giri in moto.
- E... il brutto dei giri in moto d'inverno?
- Questa è facile: l'inverno.


Per chi ha la passione per la moto e per i viaggi, l'inverno è una stagione un po' più difficile, non tanto perché fa freddo, ma perché è arduo trovare il giorno giusto per un giretto.

Il freddo dell'aria lo si combatte facilmente: i danesi dicono che non esistono giorni abbastanza freddi per non andare in bici ma solo gente non correttamente vestita.

L'asfalto freddo mette in difficoltà le gomme, perché la loro mescola riesce ad attivarsi solo da una certa temperatura.

L'acqua, poi, unita al freddo rende tutto molto più difficile, specie quando si presenta sotto forma di lastra, in mezzo al tornante...


Eppure si cerca di partire lo stesso, magari solo per qualche ora, qualche km, un po' di libertà e relax: sembra impossibile ma un motociclista si rilassa di più instabilmente in movimento su una lastra di ghiaccio che da fermo al lavoro, ci avete mai fatto caso?

E non venitemela a raccontare: usare la moto per andare a lavorare non è andare in moto ma usare la moto.
Andare in giro in moto, questo è vivere.

Allora si cercano tutti i momenti e le soluzioni possibili per farsi un giretto anche quando il buon senso consiglierebbe di lasciare la moto in garage.

Ma il buon senso è la capacità di giudicare con equilibrio e ragionevolezza una situazione, comprendendone le necessità pratiche, quindi è chiaro che non ha nulla a che vedere con persone si muovono su un mezzo instabile e intrinsecamente pericoloso solo per... sognare.

La direzione era obbligata: sud, alla ricerca del caldo.
Dopo il giretto a novembre sul lato orientale, in Val Trebbia, questa volta ho optato per il lato occidentale, la Francia, puntando verso una strada che mi ha sempre incuriosito e che, come vedremo, non mi ha deluso: la Route del Crêtes di Cassis, vicino a Marsiglia.

Calanchi di Cassis

Se c'è qualche cosa di buono, nel girare d'inverno, è il fatto che lo studio degli itinerari si fa più preciso, sintetico, pulito: si tagliano tutte le strade che non sono funzionali al raggiungimento dell'obiettivo che ci si è prefissati. Mentre d'estate, per andare a comprare il giornale in moto, si passa dallo Stelvio, perché è più divertente, d'inverno, prima di andare a comprare il giornale ci si pensa tre volte, poi si guarda il meteo infine si cercano strade percorribili.

Così anch'io, per andare a Cassis, non ho disdegnato un po' di autostrada, anche perché il Col di Tenda, gelato, mi ha preso molto tempo, molto di più del solito, quindi, nell'economia del viaggio, ho dovuto tagliare da qualche altra parte.
È così che sono nati due itinerari, per quanto lontani, brevi e non troppo impegnativi, che voglio condividere con voi, per la bellezza delle strade e dei luoghi; due pezzi di strada che possono essere incastonati in altri viaggi o che possono essere uniti in un unico giro, come ho fatto io.

Route des Crêtes

Il primo l'ho chiamato Verso la Route des Crêtes e, in meno di 80 km, comprende due colli e la Route des Crêtes. Il secondo in 170 km attraversa il Var, da sud a nord e, soprattutto, dieci piccoli colli, infatti l'ho chiamato Dieci colli intorno a Saint Tropez.

Di questa uscita, come ho già scritto, la Route des Crêtes non mi ha deluso, anzi, è anche più spettacolare di quanto potessi immaginare, ma la strada che mi ha veramente sorpreso e colpito di più è il Col de l'Espigoulier: è breve, in tutto meno di 20 km di fondo molto pulito e liscio, una carreggiata ampia e una sequenza di curve da lasciare senza fiato. Veramente molto, molto divertente.

L'altro itinerario, intorno a Saint Tropez, mi è piaciuto nel suo insieme: 170 km ben miscelati tra parti lente e guidate e parti veloci e... ancor più guidate, tra boschi freschi ed ombreggiati e pezzi di superstrada assolati, tra stradine e stradoni.

Tornerò da quelle parti in primavera: l'ombra di abeti, querce, ulivi e sugheri sarà certamente molto più apprezzata. Magari ci andiamo insieme, ok?

Vai agli itinerari
Verso la Route des CrêtesDieci colli intorno a Saint Tropez

lunedì 19 dicembre 2016

Verso la Route des Crêtes

Questo itinerario è lontano dai nostri soliti percorsi ma... vale la pena di spostarsi un po'.
Consiglio di prendersi un paio di giorni e unirlo al giro dei Dieci colli intorno a Saint Tropez.

LuogoCoordinate
TretsN43.446480 E5.683791
Pas de la CouelleN43.407107 E5.685081
Col de l'EspigoulierN43.316308 E5.659015
CassisN43.214050 E5.538248
Route des CrêtesN43.190327 E5.563891
La CiotatN43.186429 E5.621523
Da Trets a La Ciotat, un percorso nel dipartimento Bouches-du-Rhône (Bocche del Rodano), a due passi da Marsiglia.
Le due cittadine distano una trentina di chilometri in linea d'aria ma noi ne percorreremo più di 75, attraversando due splendidi colli e una strada che non può mancare nel curriculum di ogni motociclista: la strada delle creste o, meglio, la Route des Crêtes, affacciata sui famosi calanchi di Cassis.

Uscendo da Trets prendiamo verso sud, sulla D12, conosciuta anche come Route de Saint Zacharie, una strada stretta ma abbastanza liscia e pulita.

L'andamento della salita è sinuoso, senza sorprese improvvise fino al Col de Pas de la Couelle, un nome altisonante per un colletto senza pretese che raggiungiamo, a 525 mt slm, in meno di otto km molto gradevoli da percorrere in moto, senza fretta.

La discesa, invece, si presenta fin da subito più impegnativa, molto vivace e con alcuni tornantini ben chiusi: un colle da percorrere con la dovuta calma, godendosi il bosco di pini marittimi, in alto, e belle ville e fattorie più in basso.
Scendendo, dopo i primi tornanti sconfiniamo, per qualche km, nel dipartimento del Vars e, giunti a Saint Zacharie, ci immettiamo su una strada più ampia, due corsie belle larghe e sempre liscie che ci porteranno fino ad Auriol, dove alla prima rotonda prendiamo a sinistra, sulla D45A, la Route de Sainte Baume per Plan d'Aups. Non arriveremo a Plan d'Aups, perché tre km prima svolteremo a destra seguendo il cartello che indica il Col de l'Espigoulier (725 mt slm) a tre km.

Già da Auriol fino a qui la strada non è male, ma adesso, non appena svoltiamo a destra, iniziamo uno dei più bei colli che io abbia mai incontrato: evidentemente intagliato nel panno di un biliardo poco usato, lascia poco respiro: per una qualche magia, sembra che si passi da una piega all'altra senza mai raddrizzare la moto.

Col de l'Espigoulier
Senza che si senta il bisogno di correre, i tre km che ci portano allo scollinamento sono divertimento allo stato puro ma... si tratta solo dell'antipasto. Arrivati in cima troviamo uno slargo dove vale la pena di effettuare una sosta per godere della vista sul mare, per poi ubriacarsi con la sequenza di curve che in meno di una dozzina di km ci porterà a Gémenos. Il percorso crea immediatamente un ritmo particolare, molto ricco e vario, con la musica del motore che a volte va all'unisono col cuore, altre volte in sincopato. Scherzi a parte: uno dei colli che mi ha divertito di più in vita mia. Credo proprio che ci ritornerò.

Una vista d'insieme della parte verso Gémenos del Col de l'Espigoulier
Da Gémenos a Cassis ci prendiamo un momento di riposo percorrendo la superstrada, per poi entrare nel centro di Cassis: in auto sarebbe quasi impossibile, la moto invece ci permette di arrivare fino sul lungomare trovando sempre un angolino dove parcheggiare. Il mare è magnifico e si è circondati da alte scogliere: i calanchi.

La spiaggia di CassisLa costa vista dai calanchi
Una sosta per una bibita, un gelato o una passeggiata (o tutte queste cose insieme!) è consigliata ma sono certo che anche per voi, come per me, la voglia di vedere i calanchi da sopra, e soprattutto di percorrere la Route des Crêtes, sia più forte di ogni altro desiderio, d'altra parte la fine del giro è lì a una decina di km: sai le birre, i gelati e le passeggiate, dopo?

Ripartiamo, allora, per la Route des Crêtes: è molto ben segnalata. Ogni spiazzo è buono per fermarsi ad ammirare il vuoto sotto di noi, mentre la strada corre sulla cresta di ogni altura, presentando, spesso, il mare sia a destra sia a sinistra. Ecco l'origine del nome.

Alcune vedute della Route des Crêtes
L'ultima parte della discesa verso La Ciotat la si percorre quasi voltati all'indietro, come nella speranza di riuscire a portare con sé un po' della bellezza di cui si è appena goduto.

A La Ciotat vi ho segnato le coordinate del porto commerciale, perché molto è vivace e pieno di bellissimi locali dai prezzi che sono la metà rispetto a quelli che trovereste sul lungomare. Sul lungomare, magari, fateci una passeggiata dopo, poi trovate un posto dove passare la nottata, tra qui e Le Lavandou: al risveglio potrete ripartire per il giro dei Dieci colli intorno a Saint Tropez.

Ristoranti affacciati sul porto commerciale di La Ciotat

sabato 3 dicembre 2016

Sul web alla ricerca di spunti per un giro in moto

Questo blog è solo l'ultimo, in ordine di importanza, dell'insieme di blog, siti web e pagine Facebook (d'ora in avanti, genericamente indicati come siti) dedicati a chi ama muoversi in moto.

Come per tutti, anche per noi motociclisti nel web si sprecano in informazioni, consigli, link... e, come per tutti, è difficile arrivare a ciò che effettivamente ci serve: il più delle volte, come al supermercato, si parte per comprare un litro di latte e si torna a casa con carne, pesce, liquori, abbigliamento ma... senza latte.

Google può essere un buon punto di partenza: tante informazioni molto ben confuse (e qualche volta sponsorizzate) ma, sapendo che cosa cercare, da qualche parte si arriva. D'altra parte... chiunque oggi scriva su qualsiasi argomento, per sapere che cosa c'è in rete, da Google c'è passato per forza.

Quando, al venerdì, la voglia di un giretto o di un viaggio in moto, si fa sentire e non si sa dove andare, è tardi per mettersi a cercare sul web: o si sa già quali pagine consultare, oppure possono succedere solo tre cose:
  1. si parte per una meta o un itinerario sconosciuti;
  2. si trova l'itinerario perfetto ma ormai è domenica pomeriggio;
  3. si ha una gran botta di culo e si trova subito ciò che fa per noi.
(Una delle tre non avviene mai)

L'inverno può essere un buon momento per accumulare riferimenti a siti che potranno rivelarsi utili per scegliere la destinazione del prossimo giro. Con questo post provo a dare qualche consiglio.

Innanzitutto va detto che in Internet, i siti che possono aiutarci a scegliere o pianificare un giro in moto si dividono, sostanzialmente, in due macro categorie: quelli che raccolgono itinerari e quelli che parlano di viaggi.
In entrambi i casi potremo trovare degli itinerari interessanti ma quello che cambia è l'approccio.

Chi raccoglie itinerari, solitamente si limita all'aspetto prettamente geografico, con qualche riferimento a usi e costumi delle zone interessate o un elenco di cose da vedere.

Chi racconta viaggi, invece, parla diffusamente di quello che gli è successo quando ha fatto il viaggio e come lo ha vissuto, racconta cosa si mangia e cosa si beve in quelle zone, come ci si relaziona con la popolazione locale, cosa c'è da non perdere assolutamente, che cosa evitare e, tra tutte queste informazioni, non può esimersi dal dire dov'è andato e per quale strada è passato.


Io preferisco concentrarmi su siti che riescano a darmi entrambe le cose: gli itinerari come piatto forte e i viaggi come contorno, nel senso che, l'itinerario è, ovviamente, imprescindibile ma, mentre mi interessano poco gli stati d'animo dei viaggiatori narratori e le loro esperienze personali, non affronterei mai un itinerario in una zona della quale non conosco nulla. In fondo è quello che cerco di fare con questo blog, raccontando un minimo di quello che succede nelle zone in cui mi trovo a scorrazzare con la mia moto.

Che si parli di itinerari o di viaggi, ognuno di noi è in grado di valutare la qualità di un sito, la quale è data da alcuni fattori: la correttezza, la chiarezza, l'utilità e la facilità a reperire informazioni.
Ora provo ad elencare i siti che conosco meglio e mi permetterò, anche, di dare il mio personalissimo giudizio. Eventualmente, nei commenti, dite la vostra.

ITINERARI


Parlando di itinerari voglio citarne uno che ritengo, almeno per l'Italia, un riferimento assoluto: motoitinerari.it. Insieme a motoraduni.it è una base dati di facile consultazione. Forse un po' asettica ma molto funzionale.
I due siti gestiscono informazioni per portare visitatori al sito, bikershotel.it, che, a sua volta, raccoglie e propone attività ricettive che aderiscono alla relativa iniziativa commerciale.

I siti sono completi e ben fatti, e, anche se il design pare un po' datato, si vede che sono studiati per favorire l'accesso ai contenuti, i quali sono gestiti da software veloci e precisi. È vero, in definitiva si tratta di siti pubblicitari, ma che offrono informazioni interessanti, ben catalogate e ben esposte, insomma, il classico caso di pubblicità facile da accettare, anche perché ciò che viene pubblicizzato è attinente con quanto ricercato dall'utente, quindi non è affatto inusuale che quest'ultimo non solo accetti di buon grado la pubblicità ma ne approfitti per, magari, scegliere la struttura a cui appoggiarsi per i suoi pernottamenti.

I contenuti, per quanto limitati al territorio italiano con qualche raro passaggio oltre confine, sono ricchi, aggiornati e, come ho già scritto, ben catalogati e ben esposti. Caratteristiche pregevoli, nel marasma del web, dove, come abbiamo già detto, è tutto un mescolarsi di itinerari, immagini e filmati scopiazzati qua e la, spesso senza un contesto in cui inserirli e quasi sempre senza che sia possibile effettuare una qualsiasi selezione.
Gli strumenti web sono ben utilizzati, a partire dalla possibilità di effettuare ricerche a testo libero.
Per ogni itinerario, oltre alla mappa di Google, sono disponibili l'elenco dei punti GPS, in gradi decimali, e una chiara ed esaustiva descrizione del percorso, con qualche divagazione enogastronomica o culturale, che aiuta a capire il territorio che si andrà a visitare.

Ben diverso il sito che si trova all'indirizzo motoitinerari.com: qui non possiamo parlare di design, né di informazioni. Alcuni (pochi) itinerari, tracciati in modo approssimativo su Google Maps, descritti sostanzialmente da sequenze di nomi di città e conditi con notizie generiche delle zone copiate e incollate da Wikipedia e da un po' di pubblicità messa a caso.
Il tipo di sito che io evito assolutamente ma, devo dire, chi lo gestisce sta svolgendo un buon lavoro su Facebook, come vedremo più avanti.

Una via di mezzo tra questi due siti può essere considerato il conosciutissimo trueriders.it, con una sua attivissima pagina Facebook. Li seguo su Facebook e, devo dire, spesso sono tentato di smettere, sia perché troppo attivi (al punto di occupare almeno un quarto dei post che trovo su Facebook) sia perché gli itinerari che propongono, oltre ad essere sempre più o meno gli stessi, sono spesso inaccurati e, a volte, sono (dichiaratamente) presi di sana pianta da pagine di altri blogger. Insomma: lo scopo di portare visitatori a pagine con su un po' di pubblicità è un po' troppo sfacciato. Per contro, sul numero, a volte si incontra qualche cosa di interessante, con bei filmati e spiegazioni esaustive.

VIAGGI


Parlando dei siti più rivolti ai viaggi ne voglio citare due molto validi, anche se sembrano agli antipodi.

Il primo è italiano, si chiama Diario di Buona Strada e può essere seguito anche su Facebook. L'autore è Marco Boccaccio, che (se ho ben capito) vive a Monopoli, in Puglia, e ci tiene a dire di non essere né un blogger, né uno scrittore, però i suoi racconti sono interessanti e godibilissimi, al punto che non vi voglio raccontare nulla di lui: andate sulla sua home page e iniziate a divertirvi.
L'altro è un sito che nasce in inglese ma che dispone di qualche pagina anche in italiano: motorcycle-diaries.com. Un gruppo di giovani motociclisti che ha creato un sito che è contemporaneamente, blog, raccolta di itinerari (strade) e di viaggi.

Appena si inizia a sfogliare le pagine si è immediatamente colpiti dalla cura con cui sono state create, sia dal punto di vista del design, sia della funzionalità:  un sito arioso, facile da navigare e sempre aggiornato, grazie alla community che questi ragazzi sono riusciti a creare. Un sito da non perdere e a cui registrarsi per poter avere tutte le informazioni e, magari, per dare il proprio apporto.

FACEBOOK


Infine, vorrei concludere con un paio di pagine Facebook che hanno il vantaggio di raccogliere, condividendoli, articoli di altri siti web: Moto Itinerari e Viaggiare in Moto.
Del primo abbiamo già parlato per il suo mediocre sito web, ma su Facebook va molto meglio.

Sono entrambe pagine interessanti, vivaci ed eterogenee e, condividendo post e pagine web di altri, possono essere utilizzate da chi non ha ancora un proprio elenco di siti a cui rivolgersi abitualmente, una prima raccolta di indirizzi web di siti con itinerari.
Inoltre, per la natura stessa di Facebook, i like e i commenti degli altri visitatori aiutano il lettore a capire quali sono i siti che possono contenere informazioni più interessanti, in generale e per lui.

Spero di aver dato il mio piccolo contributo per farvi passare ore migliori, quelle alla ricerca della prossima destinazione. D'altra parte, la meta è il viaggio.

lunedì 31 ottobre 2016

Mille colori tra Langhe e Liguria

LuogoCoordinate
CarrùN44.475746 E7.862981
BonvicinoN44.502949 E8.018175
Passo BossolaN44.492449 E8.044018
BuzurouN44.445370 E8.224712
Passo di Monte San GiorgioN44.377542 E8.407091
Colle del GiovoN44.431927 E8.479126
Coletto del MarchesinoN44.483477 E8.564970
Passo del FaialloN44.462324 E8.667578
Passo del TurchinoN44.485653 E8.734992
ArenzanoN44.407132 E8.690166
Sottotitolo:
in effetti i colori erano molti più di mille, nessuna parte dell'iride era stata dimenticata

Io e Roz siamo partiti presto, almeno secondo l'ora solare appena impostata: alle otto eravamo già in sella, anzi, eravamo già fermi per metterci gli occhiali da sole.
Buon segno.

La temperatura era abbastanza rigida ma era la conseguenza di una pressione abbastanza alta, che, come auspicio, è meglio del classico rosso di sera.

L'ingresso nelle Langhe, da Carrù, ci ha presentato le prime avvisaglie di quello che sarebbe stato il filo conduttore della giornata: i primi gialli, aranci, rossi... ma presto, dopo Dogliani, ci siamo trovati in una nuvola o, come direbbe Paolo Conte, ... in una nebbia che sembra di essere in un bicchiere di acqua e anice...
A tratti, il sole che batteva sul sottile strato umido non ci permetteva di vedere nemmeno il cruscotto.

Banchi di nebbia tra Dogliani e la Liguria
In Alta Langa il navigatore, dimenticato impostato per scegliere la strada più breve, ci ha fatto avventurare in stradine, asfaltate ma molto strette, sperdute in boschetti che, complice la nebbia, parevano già perfettamente nella parte per la festa del giorno dopo: Halloween. Si vedeva poco e la visiera del casco doveva essere asciugata di continuo ma, questa volta, ringrazio il mio navigatore sempre indisciplinato.

Le stradine tra i boschi scelte dal mio navigatore
I banchi di fittissima nebbia ci hanno tenuto compagnia nei tratti di fondo valle dell'Alta Langa, mentre, salendo, si trasformavano in laghi di panna, poi, complici cinque minuti di vento, ci hanno lasciati e l'ingresso in Liguria ci ha presentato quello che sarebbe stato il meteo per il resto della giornata: un cielo così azzurro che... neanche ad agosto!

Colori, tra Langa e Liguria
Una sequenza di tanti colli piccoli e poco noti ma collegati tra loro da un fantasioso ricamo di strade divertenti e immerse in boschi, in questa stagione, coloratissimi. Prevalgono i gialli caldi, tendenti all'arancio ma ampi sprazzi di verde e rosso, le terre e i grigi di sfondo, completati dall'azzurro sopra a tutto, compongono una tavolozza che nessuna fotografia potrà mai descrivere. Forse si potrebbe provare raccontarla facendo riferimento a Gauguin e Chagall...

I colori delle vigne
Ci siamo fermati per una seconda colazione a Sassello, vivacissimo (almeno alla Domenica mattina) paesino famoso per i suoi amaretti, poi abbiamo iniziato la salita al Colle del Faiallo.

Sassello
L'avevo già fatto a gennaio, in senso contrario ma... immerso nella nebbia e nella pioggia non avevo visto nulla e non avevo nemmeno immaginato di trovarmi su uno dei più bei colli liguri. Arrivati in cima si sono aperti, di fronte a noi, ampi prati con pochi fortunati che preparavano i barbecue e, gli odori sparsi nell'aria, hanno amplificato il nostro mai sopito appetito.

La Nuvola sul Mare
Sosta d'obbligo per il pranzo: La Nuvola sul Mare, seguita da passeggiatina verso il belvedere, dove i boschi di faggi sono sempre pronti per Halloween.

Il percorso tra i faggi verso il belvedere
Genova vista dal Faiallo
Siamo ritornati passando da quel che resta del passo del Turchino: la galleria originale è chiusa ed è stata rifatta poco sotto. Il Bar Ristorante da Mario, storico ritrovo di motociclisti proprio lì, all'imbocco della galleria, al momento sembra assorbire bene il colpo. Speriamo che il fatto che si trovi dove inizia (o finisce) il colle del Faiallo gli sia sufficiente per poter continuare.

La discesa dal Faiallo verso Genova
Disorientati dalla chiusura della galleria e del nuovo percorso, scendiamo verso Genova, sul tortuoso percorso del Turchino, quindi, giunti a Voltri, imbocchiamo l'Aurelia, che in questa stagione si presenta abbastanza sgombra e la percorriamo fino ad Arenzano, poi ci concediamo un pezzettino di autostrada, fino all'uscita di Albisola, per andare, infine, ad infilarci sul Cadibona, che ci porterà verso casa.

La vecchia galleria dal Turchino, chiusa. L'ultima foto per il Passknacker
Lasciamo la descrizione delle parti più belle di questo itinerario ad un filmato che abbiamo montato con le riprese e le foto fatte da Roz.