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martedì 4 ottobre 2016

Inizia l'autunno, finisce il Passknacker

È iniziato l'autunno e ogni uscita in moto diventa sempre più importante perché potrebbe essere l'ultima della stagione: non c'è nemmeno bisogno di una nevicata, basta che si metta a piovere come sanno far piovere, a volte, i nostri autunni. Poi magari, com'è successo l'anno scorso, si può girare tutto l'inverno ma... i passi sono chiusi, così si può restare qui intorno o andare al mare e poco più.
Questo fine settimana appena passato è iniziato proprio con un sabato piovoso, specie sulle Alpi francesi, così l'ho dedicato ad una cena con amici e, la domenica, al riposo più assoluto.

Devo, però, concludere la stagione del Passknacker senza sprecare gli sforzi fatti fino ad oggi: dal primo marzo ad oggi ho messo da parte 106 passi differenti, 2.344 tornanti e un dislivello complessivo di 113 km, e questo mi ha portato, oggi, al 102° posto in classifica generale.
Certo, niente a che vedere con chi, sempre ad oggi, occupa il primo posto, avendo accumulato 1.800 passi, 15.000 tornanti e oltre 1.100 km di dislivello. Tanto di cappello ma... non miro a tanto e, credo, arriverei ad odiare strade e moto. Il mio obiettivo, credo molto più ragionevole, è arrivare al 31 dicembre entro i primi 100 e penso di potercela fare.
L'immagine qui a destra si aggiornerà automaticamente in base ai miei progressi (e soprattutto a quelli degli altri), così potremo vedere, a fine anno, se avrò centrato l'obiettivo.

LuogoCoordinate
CuneoN44.387054 E7.545286
SusaN45.134894 E7.083653
Colle delle FinestreN45.072054 E7.053352
Colle dell'AssiettaN45.070339 E6.957095
Strada dell'AssiettaN44.988198 E6.868516
Colle del SestriereN44.959396 E6.883258
Colle del MonginevroN44.93206 E6.726242
Col de VarsN44.538913 E6.702693
Colle della MaddalenaN44.421886 E6.898171
CuneoN44.387054 E7.545286
Per farcela, ora devo mettere da parte punti importanti, andando a coprire i colli, nelle vicinanze, che non ho ancora fatto e pensando al rischio di non poter girare a causa di pioggia e freddo anticipati. Ecco, quindi, che i miei prossimi due giri saranno due sfide importanti in ottica Passknacker 2016, il primo Passknacker a cui partecipo e, sicuramente, anche l'ultimo (altrimenti diventa un lavoro!).

Il giro di cui parlo in questo post è difficile per me, perché ben infarcito di sterrato, il quale non mi è proprio congeniale.
Il prossimo, invece, sarà carico di chilometri, curve e passi: circa sedici ore di guida in due giorni, nel Verdon.
Infine, ancora per il Passknacker, prevedo ancora un giro più leggero, tra la fine di ottobre e metà novembre, verso i colli liguri, che ho tenuto per ultimi proprio per poterli sfruttare quando i colli alpini potrebbero essere già chiusi per neve o ghiaccio.

Ma veniamo al primo giro di questa triade: Val Chisone e Val Susa

Partendo da Cuneo e volendo terminare il giro in giornata, sono costretto, ahimè, a prendere l'autostrada fino a Susa, per poi percorrere subito tanto sterrato su due dei colli non asfaltati più frequentati del Piemonte: il Colle delle Finestre (2.176 mt slm) e il Colle dell'Assietta (2.472 mt slm), uno dietro l'altro, per arrivare e ritrovare l'asfalto a Sestriere e al suo colle a 2.033 mt slm.

Il colle delle Finestre
Il colle dell'Assietta
Da Sestriere, magari dopo un po' di riposo, si ridiscende a Cesana e si risale in direzione del Colle del Monginevro (1.850 mt slm) e con questo i punti per il Passknacker recuperabili in questa zona, per me sono finiti.



Per tornare a casa, tanto per non annoiarmi, farò il giro da Briançon, quindi gli ormai classici Col de Vars e Colle della Maddalena.

Giro impegnativo dal punto di vista del fondo: tanti km su sterrato: io non sono abituato e, in realtà, non ho nemmeno le gomme adatte. Va beh... si va piano, su un giro che è sicuramente più interessante per chi ha delle belle tassellate.

sabato 20 agosto 2016

Il giro del Birrone

LuogoCoordinate
Madonna del CollettoN44.283573 E7.372599
Colle dei MortiN44.385713 E7.121802
Colle d'EsischieN44.396693 E7.12375
Colle di SampeyreN44.55097 E7.119717
Colle BirroneN44.541149 E7.233511
Colle della Ciavra (o Ciabra)N44.518517 E7.303583
Monte San BernardoN44.517127 E7.356513
Colle di ValmalaN44.508821 E7.340226
Rieccomi, dopo un po' di riposo in quel di Svezia, con la famiglia e... un'automobile.

Ma non sono riuscito a restare lontano dalle strade da moto per tutto questo tempo, anzi, insieme a Claudio e grazie alla sua esperienza, ne abbiamo affrontata una, sterrata, proprio tosta: il giro del Birrone (e non è una battuta!).

Giretto da poche ore, con sosta per pranzo in un tipico ristorante di montagna (direi più una locanda ma ne parlerò dopo).

Il giro, di cui trovate la mappa qui a destra, parte e arriva a Cuneo, vede i tratti più interessanti tra Valdieri e Valmala e, tra questi, i più impegnativi, su sterrato, tra il colle di Sampeyre e il Monte San Bernardo, vicino a Valmala (segnati in rosso sulla mappa.
Indicazioni per il santuario

Il primo tratto, che considereremo di spostamento, ci porta a Valdieri, in valle Gesso, dove prendiamo a destra, per la piazza del comune, e dove seguiremo le indicazioni per il santuario della Madonna del Colletto. La strada è piuttosto stretta ma sufficientemente liscia e pulita. Attenzione perché, a seconda dei giorni, potrebbe essere popolata da grandi greggi di ciclisti.
I boschi della valle Gesso e le curve, ben disseminate lungo il percorso, ci mettono a disposizione un quarto d'ora fresco e divertente che ci porta fino al santuario.

La strada per il santuario della Madonna del CollettoIl santuario della Madonna del Colletto
Strada per il santuarioSantuario della Madonna del Colletto

Indicazione per il Colle dei MortiLa discesa, verso Demonte, è altrettanto fresca e divertente e ci impegna per una ventina di minuti, finché, raggiunto e superato il centro di Demonte, prendiamo a destra per il Colle dei Morti, altrimenti detto, erroneamente, colle della Fauniera. In realtà la Fauniera è la cima che svetta sopra il valico, mentre il nome Colle dei Morti deriva da una sanguinosa battaglia avvenuta in zona nel XVII secolo, tra franco-ispanici e piemontesi.

Anche qui la strada è stretta e va rastremandosi verso la cima. Il fondo è abbastanza liscio, pur contando parecchi rattoppi dell'asfalto, e spesso si transita in mezzo a piccoli villaggi che causano restringimenti. Meglio non aprire troppo il gas perché dopo ogni curva è facile incontrare fauna di ogni tipo, dalle mucche ai ciclisti, da chi pratica skiroll alle marmotte, senza contare le piccole frane che portano terriccio e pietre sulla carreggiata.

A meno che non si parta a mezzogiorno, difficilmente si troveranno temperature alte e, man mano che si sale, queste scendono lentamente, fino ai 2.500 mt slm del passo.

La strada del Colle dei Morti
La strada del Colle dei Morti

Eccoci finalmente al monumento a Marco Pantani, che segna il colle e ricorda la sua impresa del 1999, quando su questo colle ottenne la maglia rosa (che quell'anno, però, non riuscì a portare fino a Milano).

Il Colle dei MortiIl Colle dei Morti

Il Colle dei Morti

Continuiamo scendendo verso la valle Grana e dopo poco più di un chilometro svoltiamo a sinistra, verso il colle d'Esischie, che troviamo proprio lì in cima alla prima salita e da dove scenderemo verso Marmora, in Valle Maira.

Bivio per Marmora (a sx) e Castelmagno (a dx)
Bivio per Marmora (a sx) e Castelmagno (a dx)

Ancora una discesa fresca e divertente, anche se la strada è un po' meno liscia.
Il tornante in fondo alla discesa ci annuncia l'arrivo a Marmora.

Arrivo a Marmora
Arrivo a Marmora

Non cambiamo strada e proseguiamo sulla provinciale 113, che ci porterà fino a Ponte Marmora, dove, allo stop, prenderemo a destra e, dopo sei-settecento metri, imboccheremo la strada per Elva a sinistra, quella conosciuta anche come Vallone dell'Orrido (e non vi dico il perché).

Segnalazione del bivio per Elva - Vallone dell'Orrido
Segnalazione del bivio per Elva - Vallone dell'Orrido

Strada del Vallone dell'Orrido
Strada del Vallone dell'OrridoStrada del Vallone dell'Orrido
Vedute della strada del Vallone dell'Orrido

Non arriveremo ad Elva ma ci fermeremo pochi chilometri prima, al Colle di Sampeyre a 2.284 mt slm, dove potremo salutare, almeno per un po', il fondo liscio dell'asfalto per infilarci nella stradina che si vede a destra.

Sosta al Colle di SampeyreColle di Sampeyre - Bivio per Sampeyre (a sx) e Colle Birrone (a dx)
Sosta al Colle di SampeyreBivio per Sampeyre (a sx) e Colle Birrone (a dx)

Da qui, e per 25 km circa, ci ritroveremo a sognare anche gli asfalti più sconnessi perché la strada assomiglia sempre più ad una pietraia, da percorrere pian piano e valutando il passaggio su ogni singolo sasso. Specie se si hanno le gomme da strada... come me. Mi dispiace non aver fatto delle foto al fondo ma... avete presente il Colle della Boaria? Ecco, ma con le pietre grandi il triplo! Più di un'ora di fatica e di buona scuola, dietro la gomma posteriore di Claudio, poi una grande soddisfazione all'arrivo al Colle Birrone, dopo una quindicina di km, dove la strada si fa un po' più bella, quasi paragonabile ad una normale strada bianca, al punto che le velocità si alzano e devo allontanarmi un po' da Claudio, per non mangiare troppa polvere.

La segnaletica a Colle BirronePiccolo slargo a Colle Birrone
La segnaletica a Colle BirronePiccolo slargo a Colle Birrone

Proseguendo per altri 7,5 km si raggiunge il colle della Ciabra e poi per altri cinque per ritrovare uno stretto nastro d'asfalto che ci porta allo slargo di Pian Pietro, sotto il Monte San Bernardo.

Segnaletica al Colle della CiabraLa strada del Colle della Ciabra
Segnaletica al Colle della CiabraLa strada del Colle della Ciabra
Quasi a Monte San Bernardo: si rivede l'asfaltoPian Pietro
Quasi a Monte San Bernardo: si rivede l'asfaltoPian Pietro

Siamo partiti alle otto e mezzo da Cuneo ed ora è quasi l'una: la fame non ci permette nessuna meta diversa da un ristorante, una taverna, una bettola qualsiasi ma che ci possa offrire cibo.
Siamo fortunati: tornando indietro di un paio di chilometri, raggiungiamo il santuario di Valmala, dove, tra gli altri,  troviamo il ristorante Gian Giuli, che ci serve i piatti del giorno, tra i quali spicca una splendida polenta concia, che ci sfamano per bene con soli 17 Euro a testa.


Ristorante Gian Giuli al santuario di ValmalaPolenta concia da Gian Giuli
Ristorante Gian Giuli al santuario di ValmalaPolenta concia da Gian Giuli
Da qui, forse un po' appesantiti dalla polenta concia, il ritorno a casa è abbastanza semplice: si scende verso Valmala, la si supera e si raggiunge la strada che porta al colle dell'Agnello, dove, allo stop, si prende a destra, per Brossasco.
Dopo Brossasco si entra in Venasca, si costeggia la chiesa e si prende per Rossana, quindi il colletto di Rossana e poi... qualsiasi strada va bene per tornare a casa. Noi siamo passati da Bosco di Busca e ci siamo salutati vicino al ponte nuovo di Cuneo, pensando al prossimo giro.

sabato 23 luglio 2016

Riprendiamoci la Corsica

Ci siamo quasi, è tutto pronto.
Soprattutto lo spirito, che è lo stesso della canzone del grande Freak Antony: Riprendiamoci la Corsica.

Bonaparte era italiano
qualche diritto lo abbiamo...

Dai facciamolo davvero
un gesto gratuito ma fiero
giocheremo sul relax vacanziero
approfittiamo dello svacco salottiero...

Sarà una mitica impresa
per la sorpresa non avranno più difesa
se perdiamo, chiederemo perdono
usciremo col prossimo condono

Riprendiamoci la Corsica
...
Se va male, proveremo con la Svizzera


Chiaramente una canzone pacifista, e noi, come lui, andremo, armati di spirito rock, ci prenderemo la Corsica e ce la porteremo a casa nelle nostre memorie, anche quelle digitali.

Anche questa volta seguiteci su LocationOf in tempo reale; proveremo anche a tenere un diario di bordo, insomma, venite in vacanza con noi, ci riprendiamo la Corsica e... mal che vada, proveremo con la Svizzera.


Corsica 2016 - Diario di bordo


Foto, sensazioni e commenti... dal vivo.

Seguiteci su Locationof, e mettete nei vostri segnalibri questa pagina, presto aggiungeremo info... restate in linea.


Mappa
Giorno zero trasferimento in Corsica


Partiti!
Va beh... prima bisogna fare colazione!

Savona: Primo aperitivo.

Sul traghetto.

Un ripasso al percorso di domani.

Terra!

La birra Petra è buona ma qui stiamo degenerando!


Mappa
I giorno Bastia - Porto Ota

Oggi molti Km e 6 passi. Meglio rifornirsi. Bene.

La Corsica non ci mette molto a mostrarsi in tutta la sua bellezza...

...e noi ci mettiamo poco ad adattarci.

Il caldo si fa insopportabile ma...

...le strade sono così belle che non ci si fermerebbe mai...


Colori e paesaggi magnifici e...

Colli stupendi.
(Col St. Nicolas, Col de la Serra, Fontaine de Morello,
Bocca di Vezzu, Col de Palmarella, Bocca A Croce)

Fino ad arrivare al meritato riposo.
Permettetemi di segnalare l'eccellente Hotel Le Lonca della catena Logis.
Poi...

...tramonto da cartolina a Porto, ...

...cenetta sulla spiaggia (costosa ma così così) e a nanna. Stanchi morti!
(A proposito: a Porto evitare ristorante U Pescadore)


Mappa
II giorno Porto Ota - Corte

Partiti da Porto (Ota) dopo abbondante colazione, la deviazione per l'acquisto del carburante offre al navigatore un'ottima occasione per portarci un'altra volta sulla strada errata. Peccato (per lui!) che si tratti di magnifici calanchi in roccia rossa  ricca di ferro.



I molti turisti e qualche camion creano ingorghi ma... a volte sono occasioni per conoscere gente nuova e fare due chiacchiere.


Va beh... ripercorriamo a ritroso la dozzina di (magnifici) chilometri dei calanchi di Porto e prendiamo su per boschi, patrimonio dell'Unesco, che ci portano ai passi Vergio e D'Ominada.


Strade liscie e curve da favola, con molti 'amici' sulla strada: capre, maiali e mucche. Una situazione molto, molto corsa.



Finiamo il viaggio con 9 km sotto l'acqua (nessuna foto, e allora?) ma arriviamo indenni a Corte: una bella, bella città, con un invidiabile centro storico e molti  bei locali. Non riusciamo a non farne tesoro. Dei locali, ovvio.


Poi via: a nanna!


Domani cinque colli!


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III giorno Corte - Cervione

Dormita fenomenale. Se vi capita di passare, l'Attracchju è un'ottima scelta per un B&B: silenzioso, pulitissimo, personale discreto ma disponibile e... tutto nuovo. Anche la colazione non è stata male.

Oggi 5 colli dalla strada stretta stretta.


Max ha bisogno di benzina e decidiamo che l'avremmo trovata per strada. Giunti al primo colle, dopo oltre 20 Km, dobbiamo tornare indietro: il distributore successivo era a 50-60 km e, per di più, non sulla nostra strada.
Ripartiamo e, dopo il secondo colle la gomma posteriore mi s'affloscia. Bucato. Tanto per cambiare.


Max ha una bomboletta d'emergenza e, pur inesperti, riusciamo a mettere la moto in condizione di viaggiare ai 40-50 km/h.


...fino a un paio di chilometri dall'hotel.


Corsa a comprare una nuova bomboletta e... sarà che é nuova, sarà l'esperienza accumulata, questa volta va decisamente meglio. Se domattina sarà ancora gonfia, porteremo la moto a casa così com'è.
Speriamo.

Veniamo ai colli: il ritorno al mare avviene su una settantina di km di strade di montagna, strettissime ma molto ben tenute, con una riga di mezzeria che, spesso, non lascia un metro per parte.


Strade molto belle, molto da moto.
I colli: Erbajolo, Col de La Foata, Bocca di San Gavinu, Col de Provo, Paisolu di San Ghjulianu.


Arrivati a destinazione, la costa di Cervione, ci accoglie un nuovo hotel a tre stelle che non tarda a dimostrarsi un disastro: in camera c'é cattivo odore (pare causato dal condizionatore), la piscina (su cui danno le nostre finestre) è rumorosa e il personale del ristorante ha sicuramente vinto il premio antipatia ininterrottamente nelle ultime venti edizioni. Hotel Orizonte a Cervione. Segnatevelo.

Domani rientro a Bastia e riposo.
Buonanotte!



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IV giorno Cervione - Bastia


Giornata di riposo, anche dello spirito ma non DAGLI spiriti (intesi come alcoolici!).
Colazione come sempre abbondante, dimostrando, vieppiú, che la civiltà finisce là dove incomincia il buffet; poi lo spostamento a Bastia, cercando un gommista o un meccanico che sistemasse la ruota bucata ieri. Una quarantina di chilometri di superstrada che pareva l'Aurelia il primo weekend di agosto, con visita a un concessionario Harley Davidson, un gommista Michelin e un multimarca. Nessuno che avesse voglia di sostituire una chambre a una vecchia Aprilia. Alla fine il gentilissimo concessionario Aprilia/Suzuki di Bastia ha risolto una volta per tutte.


Veramente gentile e professionale.

Poi, riposo, riposo e riposo.

Infine, conclusione con cena in un locale molto carino, sulla Place du Marche, in pieno centro: L'Ardoise.
Lo consiglio a tutti per pochi indiscutibili motivi:

  • bontà;
  • simpatia;
  • idea;
  • gentilezza;
  • gioventú;
  • prezzo.


Carne e/o pesce crudi e una pietra bollente su cui ognuno cuoce ciò che gli piace, come gli va.


Ottimo modo per concludere una vacanza. Figuriamoci la giornata!

Ora a nanna: domattina si parte presto per... la camurria del traghetto.



Mappa
V giorno Rientro

Operazioni di carico espletate senza intoppi. Viaggio noiosissimo...



WiFi lentissimo a 3 Euro x 2 ore.

A Savona operazioni di scarico rapide e via, svicolando tra le auto praticamente ferme, fino al casello dell'autostrada. Poco più di un'ora di scorrevolissima A6 e siamo all'Open Baladin per un'ultima birra. poi... a casa.

Potete rivedere tutto il tragitto che abbiamo percorso su LocationOf.

Alla prossima.